Contact us now
02 871 671 76

cancellazione dei protesti

Cancellazione dei protesti

la cancellazione dei protesti è necessaria e indispensabile quando accade uno dei casi più sgradevoli che esistono:  quella di fare un assegno o emettere una cambiale e non avere la disponibilità economica della somma sul conto il giorno dell’incasso, questo produce un protesto.

A questo punto colui che ha ricevuto l’assegno o la cambiale protestata procederà  immediatamente alla notifica dell’atto di precetto e quindi alla successiva esecuzione forzatama a quali altri gravi conseguenze si può andare incontro?

cancellazione dei protesti

cancellazione dei protesti

 

Prima conseguenza: Preavviso di revoca ed il pagamento tardivo

La banca è obbligata ad informare la persona interessata, cosiddetto preavviso di revoca, entro il decimo giorno dalla presentazione del titolo andato scoperto, avvisandola della mancanza di provvista art. 2 o mancanza autorizzazione art. 1 e della possibilità di evitare le sanzioni e l’iscrizione alla CAI (Centrale Allarme Interbancaria) effettuando un pagamento tardivo, entro il termine di 60 giorni.

L’eventuale pagamento tardivo, di cui si dovrà dare prova, entro 60 giorni comprenderà: l’importo dell’assegno,  spese di protesto, nonché una penale del 10% dell’importo facciale dell’assegno secondo quanto previsto dalla legge 386/90.

Seconda conseguenza: segnalazione all’archivio registro informatico protesti della camera di commercio.

Indubbiamente, uno degli aspetti più negativi del protesto è l’iscrizione del proprio nominativo o azienda nel Registro Informatico dei Protesti,  presso le Camere di Commercio, e quindi si rende necessario una cancellazione dei protesti quanto prima per evitare un stop del credito commerciale o chiusura dei conti.

 

cancellazione dei protesti

cancellazione dei protesti

Dopo quanti anni posso chiedere la “cancellazione dei protesti” presso il Tribunale competente?

 

Il problema del protesto di assegno bancari è che, diversamente dalle cambiali, non si può procedere subito alla cancellazione dei protesti anche a fronte del pagamento tardivo, pertanto che per chiedere la cancellazione bisognerà attendere almeno un anno per poter chiedere la riabilitazione a meno chè non si proceda con un procedimento d’urgenza ex art. 702 cpc ma solo in alcuni casi ben precisi e non tutti.

Ma soprattutto perché riabilitarsi?

L’essere iscritto nel registro dei protestati significa essere indicato come cattivo pagatore”, con la conseguenza che nel caso si necessiti di un finanziamento o un prestito, sarà NEGATO, qualsiasi accesso al credito, rientro dei fidi aziendali, chiusura conti correnti, non vi faranno neanche un contratto telefonico!

Da qui l’importanza di procedere alla propria riabilitazione protesti e quindi la  cancellazione dei protesti definitiva come se non fosse mai avvenuta in base alla legge 235/2000 art 17 c.6 bis e Dlgs. 108/96.

Comunque sia la notizia di ciascun protesto è conservata per cinque anni dalla data di registrazione ma le banche dati (cerved, lince, crif spa etc,) in assenza di riabilitazione del tribunale la tengono in “maniera discutibile” molto di più.

 

Pensavate fosse finita? NO.  C’è anche la  Segnalazione alla Centrale di Allarme Interbancaria (CAI)

Qualora non venisse effettuato neanche il pagamento tardivo, cioè entro 60 giorni dal “preavviso di revoca”, si andrà sicuramente incontro all’iscrizione presso la CAI, ovvero la Centrale di Allarme Interbancaria. In altre parole è un archivio informatizzato istituito presso la Banca d’Italia nel quale confluiscono tutte le informazioni inerenti assegni bancari o postali emessi senza autorizzazione o provvista.

L’emissione di assegni senza provvista, comporta che il nominativo del debitore sarà segnalato al CAI e vi rimarrà iscritto per 6 mesi, anche se nel frattempo l’assegno dovesse essere regolarmente pagato e con  l’obbligo di restituire gli assegni in proprio possesso pena il protesto di tutti per mancata autorizzazione anche se fossero coperti.

 

Non è finita qui: la sanzione  pecuniaria e altre sanzioni amministrative accessorie

Emettere un assegno scoperto, infine, costituisce un illecito amministrativo punibile con la sanzione pecuniaria, emessa dalla Prefettura, che può variare da un minimo di euro 516,00 fino a  a € 3.000,00 se l’assegno supera i 10.329.00. La legge, altresì, prevede delle sanzioni amministrative accessorie, quali il divieto di emettere assegni bancari o postali,  dai due ai cinque anni, secondo quanto prescrive la legge 386/90. 

Nei casi più gravi si potrebbe arrivare a vedersi applicare la sanzione dell’interdizione dall’esercizio di un’attività professionale o imprenditoriale.

 

In conclusione, se siete incappati in uno di questi problemi non vi rimane che affidarvi

ad uno studio di consulenza bancaria altamente specializzato nelle riabilitazioni

e anomalie bancarie  che opera in tutta Italia

parliamo  della Broker associati & partners di Milano,

12.000 casi risolti dal 2007 ad oggi

rispondono allo 02 871 67 176

oppure chiedete SUBITO info con la chat in fondo alla pagina,

e SAPRETE come uscire per sempre dal tunnel dei protesti e ottenere la cancellazione dei protesti,

..il  “fai da te” è caldamente sconsigliato.